L'Uomo

domenica 24 marzo 2019

QUANDO TI RESPIRO



Cammino piano sfiorando i davanzali del passato
a volte piango di nascosto, solo la notte mi è testimone
ho attraversato le dune del tempo senza stancarmi mai
senza pensare al dolore, con la speranza di rubare i colori
ai pittori anonimi che si incontrano per strada
che in silenzio in cambio di pochi spiccioli
ti sanno regalare un attimo di eternità.
La penna ha finito il refill,
l’oca dispettosa non restituisce la piuma,
il calamaio, caldo nido di un ragno dispettoso,
eppure la poesia mi accarezza il viso
quando gli occhi incontrano la pioggia di un momento.
oppure quando ascolto i barboni alla stazione,
lì osservo nella loro immensa dignità,
siamo tutti senza patria cambia solo la fortuna di un attimo.
La poesia mi accarezza il viso
semplicemente quando ti respiro.
Cammino piano tra i germogli che si apprestano a diventare fiori
incontro le tue labbra, incontro la tua pelle
potrei scriverti mille versi d’amore
ma l’emozione è tanta,
rubo canzoni alla radio.
Mi sto riappropriando della mia vita
sapore antico di libertà
piccoli scampoli di serenità
dal dolore è rinato un uomo,
ci sei tu, il nostro amore
i nostri desideri i nostri sogni,
non ci accorgiamo del tempo che passa
perché amore scandisce piano il tempo
per non disturbare.
Poi ci sei tu, la mia vita.

domenica 27 gennaio 2019

IL RESPIRO DEGLI ANEMONI


Il respiro degli anemoni
porta luce là dove abitava la notte.
E' arrivata la primavera per la mia vita
anche se fuori sta per arrivare la neve.
Trovarti vicino a me 
è come innamorarsi delle prime gemme dei ciliegi
che portano allegria e leggerezza.
Le parole prendono forma
per disegnare sulla tua pelle un bacio.
Stringerti è sentirsi sicuro.
Lo so, sono folle ad annunciare la primavera dell'anima
 ma il passato è ormai remoto
l'oggi è da costruire mano nella mano,
il domani è sognare insieme per non smettere mai di essere vivi.

mercoledì 16 gennaio 2019

25 DICEMBRE (Poesia per una madre)



L’albero è spento
fuori è festa
e’ Natale.
Un budino,  un saluto
l’ultimo senza saperlo,
era ieri.
La vita ti ha messo davanti un bivio,
l’amore per un figlio
o l’oblio del nulla,
hai scelto senza guardare al mio cuore.
Meglio l’attesa della morte
piuttosto che lottare.
I demoni nella testa non hanno nome,
tormentano, però se vuoi, li puoi sconfiggere.
La volontà è un atto d’amore
un segno di rispetto.
Il sole è strano ma il tempo qui non c'entra,
non ci sei più
giace il corpo
l’anima già libera in volo.
Pensi di aver vinto lasciandoti andare
per rabbia verso una vita 
che secondo te non ti ha mai amata,
forse non hai mai voluto amarla tu. 
Ti sei illusa di vincere lasciandoti andare 
dimenticando cosa vuol dire essere una madre. 
La vita ha voluto così,
Amen.
Prima mio padre,
ora tu
Destino beffardo.
I miei sogni, non hanno mai destato il tuo interesse, 
come le mie passioni, non erano poi così importanti.
Dovevo essere un bravo soldatino, 
obbedire e fare il bravo, 
magari ci scappava anche un momento di fanciullezza.
Quello che fa più male 
e' guardarsi indietro e non avere fotografie felici del passato. 
Ti viene solo da dire
ok adesso basta, 
mentre mi siedo nell'olezzo della morte e lascio la testa vuota.
Il sipario è sceso per sempre,
quello che poteva essere non sarà più.
Ho una nuova famiglia
un amore che accarezza leggero il senso di questi giorni,
un amore per il tempo che verrà
verso ripetuto mille volte
che echeggia come il suono delle campane a festa.
Sono fortunato, anche nel dolore.  

domenica 21 ottobre 2018

VERSI D'AMORE E D'AMARE


C'e' voluto un pò più tempo del previsto, ma valeva la pena attendere, ecco la mia nuova silloge poetica, un viaggio nelle emozioni di un cuore innamorato.

A breve sarà pronta anche la versione elettronica, per ora l'edizione cartacea la potete trovare a questi indirizzi :


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LA FELTRINELLI

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IL MIO LIBRO


domenica 9 settembre 2018

PASSIONALE NELLA VITA



L’autunno prepara il canto,
le foglie piangono
si preparano ad essere spogliate del verde
e preparano il loro abbraccio alla terra.
Si resta sospesi in un limbo,
l’acqua non scorre,
è ferma, putrida, toglie aria all’anima.
Forse vittima del destino
si rimane prigionieri,
cuore e gambe non si parlano più.
E’ il tempo di aspettare un tramonto,
una notte per pensare
poi avere il coraggio dell’alba
che senza pietà ruba le stelle ai sogni degli uomini.
Poi non so che altro scrivere
la mano fa male
e l’inchiostro della bic è finito.
A volte anche la speranza è finita.
L’amore ha forza di sollevarmi le spalle,
ma qua la malinconia sembra non finire mai.
Riprendo versi dal passato,
qua troppi si sentono padroni poche le guide,
lavorare tanto per fare
non basta ai passionali della vita.
Ci vuole altro, uno stimolo un’idea
un po’ di coraggio,
la strada in salita sembra non finire mai
e l’infinito della vetta è un’ipotesi.
Serve un colpo di reni, liberarsi di questa zavorra
che ha nascosto le ali al domani.
Mi aspetto solo di guardare la vita scorrere abbracciato a te
sulla veranda di una casa solo nostra
lì mi sentirei felice e incredibilmente leggero.

giovedì 16 agosto 2018

ONIRICO PENSIERO



La vita non ha forma,
è un cammino su un percorso indefinito,
per qualcuno il binario è tracciato,
per altri sei tu che lasci la tua scia
con la danza della polvere dei tuoi piedi.
A volte si attraversano deserti
per poi abbracciare le colline,
il cammino non è dei più facili.
Ho attraversato quello dell’infanzia,
quello in cui mi miei genitori avevano le mani vuote
l’acqua la portavano gabbiani improvvisi.
Ho attraversato quello dell’infanzia
dove la solitudine è diventata amica e mi ha reso uomo.
Nulla è stato semplice,
ma quando ti costruisci la vita pezzo su pezzo
levigando il legno del destino,
sei felice.
Quando hai finito il lavoro, è un attimo
perché un altro pezzo ti aspetta.
Ora il deserto finale, quello del non ritorno
quello che mi apre la strada verso la mezza via.
Sento i vetri tagliare la pelle,
sento l’anima urlare di dolore,
sento il cuore rallentare il suo ticchettio.
So che ce la farò, ci sei tu.
La speranza si fa memoria canterina,
non so dirti dove quando
ma vedrai che cambierà
sussurrava l’uomo inquieto,
lui si è fermato in un albergo di periferia
io no indosso la tua passione.
Onirico pensiero scivola leggero,
sta arrivando il nostro tempo
ne sono certo.