L'Uomo

domenica 26 luglio 2015

MALINCONICO NOIR


I pensieri sono lenti
sull'acqua ferma del lago,
cercando la carezza del venticello
che scende dal monte
quasi a dar respiro
ad un corpo stordito
da questo luglio di fuoco.
Neanche le lenzuola
di questa camera d’albergo
riescono a dare fiato ai pensieri.
Posso anche farmi la barba,
pulire questo viso,
forse vorrei pulire di più
quest'anima dalla malinconia.
E' forse questo il male di vivere
che il Poeta vedeva in una foglia accartocciata,
in un cavallo morente,
e' forse questa mia inquietudine da clown
che veste i miei giorni.
Arranco tra le ore,
mentre il mondo continua a cercare
di farti indossare una maschera,
non c'e' spazio per le emozioni,
devi sorridere e colpire quando puoi,
ma io non sono cosi,
questa e' la fatica più grande.
Messaggio in arrivo, sei tu,
e la tua voglia di vita
che va oltre l’amaro di certi giorni.
Sorrido felice
so che stasera potrò abbracciarti di nuovo.
E' giunta l'ora di alzare gli occhi,
cambiare rotta, la vela e' sospinta dal tuo amore,
tu, che quando sono in ginocchio,
sai prendermi le mani
e  mi aiuti a rialzarmi,
vedendomi barcollante,
ti stringi a me e andiamo insieme oltre la riva.
E' ora di aprire l'anima ed essere giardiniere,
potare la gramigna che impedisce di ascoltare il silenzio del cuore.
Il mio male di vivere non veste il mio tempo fino a uccidermi,
ma a volte spegne la luce degli occhi.
Ora ho sola voglia di riposare tra le tue braccia amore mio,
dimenticando questi giorni senza emozioni.
La notte benedice i nostri colori,
stringiti a me non vinceranno mai.

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